Esiste un luogo, a meta’ strada tra la mente e il cuore, in cui il tempo si ferma?
E se esiste, e’ possibile aprirne le porte e mostrarne l’interno a dei compagni di viaggio?
La domanda se la pone questa ricerca coreografica di cui Samadhi costituisce il frammento che vedrete stasera.
Addestrati dala fluire regolamentato del vivere noi concepiamo il tempo come misura matematica del fluire dell’esistenza, ma non lo esperimentiamo mai come tale.
Samadhi in sanscrito, la lingua sacra degli indu’ indica un livello di meditazione profonda, accessibile agli Yogi. Ai danzatori di Benedetta e’ necessaria estrema concentrazione mentre esplorano movimenti diacronici. La sfida e’ di dare a ogni arto un tempo proprio, meccanico, e costruire su questi ritmi differenti un equilibrio nuovo. Lo sforzo dapprima impegna totalmente il danzatore, poi lo libera, lo trasporta in un non luogo, simile alla meditazione profonda.
E noi che vediamo la danza fluire, nel ritmo che ne disegna le misure, sperimentiamo forse un sapore nuovo, come se ci avessero consegnato la chiave di un giardino segreto.
I movimenti nello spazio ripropongono la geometria del 2 del 3 e del 5, affascinandoci con le innumerevoli figure possibili nell’accostamento geometrico di elementi semplici. La danza seppure in astratto, si collega con i motivi fondamentali del mito, in cui il triplice principio del femminile si manifesta, durante la meditazione o forse a causa di lei, come le tre furie, o forse le moire, pronte a decidere, srotolare e tagliare a misura il destino di ognuno.
Benedetta Mazzotti presented in Rieti her last choreographic work: “Preghiera a Heropas: spartito per sei frammenti di tempo ad una sola voce” (A prier for Heropas, score for six time fragments in only one voice).
The dancers in the picture above are (from left): Daniele Amenta, Benedetta Mazzotti, Filomena Fimiano, Ilaria Marini, in front Yari Molinari, right Sergio Dresia.
Musical score for the performance was assembled by fragments of various authors, between whose a recognizable fragment of Liget’s Requiem and some interesting fragments from Bulgarian folk.
Costumes are made by Yari Molinari.
Photos from the performance are from Cristiano Castaldi.
Addenda: 16 may 2010.
Seen already from the Voyager and confirmed by Cassini probe in 2006: North polar hexagonal cloud feature in Saturn. As in the image…
Saturn-Chronos, the old god that stands for time has a hexagonal patch on it’s north pole, of those produced by standing waves as in cymatic experiments… [see on wikipedia]