“Preghiera a Heropas”
Lavoro coreografico di Benedetta Mazzotti
sviluppato come segmento autonomo per il progetto “M”.

La Coreografia che si sviluppa su 10′ di grande intensita’ ha avuto premiere al “Crashing Test”, Accademia Nazionale di Danza di Roma il 24 Aprile 2010 ed e’ stato finalista al “Premio delle Arti” il mese seguente.
La durata della nostra esistenza dipende dalla nostra coscienza; dall’intensita’ con cui viviamo la nostra vita. Piu’ la mia vita e’ cosciente e intensa piu’ tempo io avro’ per viverla, letteralmente, il tempo e’ un dono della coscienza. Il tempo quindi nn e’ una sequenza di grandezze, secondi, minuti, ore, giorni: si adatta a ognuno, ad ogni cosa o accadimento. Per parafrasare Gurdjeff, l’autore del libro “Insegnamenti di Belzebu’ a suo nipote” a cui il personaggio di Heropas del titolo fa riferimento, al tempo non importa come io vivro’ la mia vita.
Quella dell’insegnamento orientale non e’ un idea peregrina. Un ipotesi della fisica contemporanea da’ il tempo come grandezza derivata dalla irreversibilita’, dalla durata dei fenomeni e dalla sua percezione, non il contrario, un tempo immateriale e matematico, che inesorabile scorre. Per il mito dal matrimonio del Cielo e della Terra nasce Crono, il primo dei Titani. Cioe’ dalla possibilita’ di misurare, contare, i giorni, le lune, gli anni e, in definitiva, dall’irreversibilita’ dei processi e degli atti umani. E la percezione della sua durata nella coscienza? Benedetta si chiede se e’ possibile sperimentare quanto detto dai mistici e farlo percepire al pubblico durante la danza.
Benedetta esperimenta attraverso un particolare tipo di movimento l’ampiamento della presenza a se stessi e dell’intensita’ della vita. Prega in questo movimento proprio l’aspetto piu’ insensibile del tempo -Heropas, il dio insensibile- evocandolo. I movimenti si dispiegano creando per il tempo della performance uno spazio-tempo geometrico, spersonalizzato, ricco di sequenze visive indipendenti. Le ritmiche dei movimenti sequono spesso delle “istruzioni procedurali” che determinano dei movimenti algoritmici. Il sistema di movimento che Benedetta e il suo gruppo di danzatori sta’ ricercando servira’ per “aprire” percezioni differenti.
La sua geometria e’ precisa senza rigidita’, e tende a creare strutture spazio-temporali che siano organiche, poli-ritmiche e complesse, come nelle architetture biodinamiche, nei processi dissipatori, capaci di autoorganizzarsi e di essere come tali “sentite” dal pubblico.
Il progetto di cui “Preghiera a Heropas” e’ parte e’ frammento indipendente di un percorso di lavoro che prosegue insieme a Federico Bonelli, iniziato, insieme alla collaborazione, con “M” nel 2008. La ricerca ha generato diversi lavori indipendenti: il protoquadro ICE-B-Tryptich, la coreografia “Furie”, il lavoro sul light shaker, ora presentato a Eindhoven presso i laboratori “Xperience labs” di Philips Research, e altri lavori in preparazione.
Il gruppo di danzatori professionisti che e’ attualmente impegnato con Benedetta su questo sentiero di ricerca comprende: Daniele Amenta, Eleonora Cantarini, Sergio Dresia, Filomena Fimiano, Ilaria Marini, Yari Molinari, Giovanna Rovedo.
Le musiche per “Preghiera a Heropas” assemblate e missate da Benedetta comprendono frammenti dal Requiem di Ligheti, di Folk Bulgaro e di materiale originale.
I costumi sono di Yari Molinari.
Claquette – sound run through without costumes from Umbra SOlis on Vimeo.


